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La nostra recensione

Parodia Metal Gear

Parodia di spionaggio con una messa in racconto rara nel gruppo. Cinematiche lunghe, fedele al tono dell'originale.

PC · Mac · Browser

Il nostro verdetto

7.4/10
Voto complessivo
Grafica7.7
Giocabilità7.5
Contenuti7.0
Usabilità7.2

Punti di forza

  • Messa in racconto rara tra le parodie
  • Fedele al tono dell'originale
  • Gratuito

Punti deboli

  • Cinematiche lunghe e non saltabili
  • Controlli rigidi
  • Poche scene

Metal Gear è una parodia di spionaggio militare, priva di qualsiasi legame con la serie di videogiochi da cui prende in prestito l'immaginario. Ne riprende l'ambientazione, il lessico e la sagoma dei personaggi, per poi spostarli in un titolo per adulti che segue una logica propria. Ciò che lo distingue dalla maggior parte delle parodie del genere sta in una frase: qui si racconta qualcosa, invece di incollare scene su uno sfondo riconoscibile.

Che cosa significa davvero la parola parodia

L'etichetta risulta comoda per oggetti che hanno pochissimo in comune. Nella versione più pigra, la parodia si riduce a un costume: un fondale evocativo, due o tre accessori, e il resto è un simulatore ordinario. Nella versione lavorata prende in prestito anche una struttura narrativa, un tono, un modo di montare le sequenze. Questo titolo appartiene alla seconda categoria, e da lì derivano sia il suo pregio principale sia il suo difetto principale.

Non esiste alcun legame ufficiale con l'opera parodiata, e il gioco non lo rivendica.

I nomi dei personaggi sono modificati, i loghi sono assenti, e l'insieme resta a distanza dai marchi registrati pur risultando immediatamente riconoscibile a chi conosce la serie originale. È la prassi corrente in questo segmento e comporta una conseguenza pratica per chi gioca: non aspettatevi di ritrovare i personaggi così come li conoscete, né una qualsiasi continuità con la finzione di partenza. Sono archetipi, trasposti con fedeltà sufficiente perché il riferimento funzioni e con libertà sufficiente perché resti una parodia.

L'ambientazione e la trama

L'azione parte dopo un incidente aereo, in una zona desertica dove il personaggio principale deve raggiungere un obiettivo e restare vivo. La trama riprende i codici del film di infiltrazione: una base da raggiungere, bersagli da neutralizzare, documenti da recuperare e un'antagonista cecchino il cui scontro scandisce la progressione. Le scene per adulti si inseriscono nei punti di svolta del racconto, come scioglimento di una sequenza e non come interruzione.

Il deserto, qui, non è soltanto uno sfondo.

Impone lunghi tratti di spostamento, linee di vista libere e una lettura costante del terreno, e funziona insieme da alibi per una scenografia scarna che alla produzione fa evidentemente comodo. Pochi interni, poca folla, pochi elementi da modellare: la scelta estetica e quella economica coincidono. Il risultato regge, con una grafica di sintesi dignitosa per il genere, ma l'insieme si restringe presto non appena si prova a esplorare qualcosa di diverso dal percorso previsto.

Il ciclo di gioco

Si avanza da un obiettivo all'altro incatenando sequenze brevi, ciascuna chiusa in sé stessa. Il titolo propone due approcci, la furtività e lo scontro diretto, con una strizzata d'occhio pesante al gioco di infiltrazione da cui parte. Nei fatti il margine è ridotto: entrambe le strade convergono sullo stesso esito, e la scelta riguarda più il colore della sequenza che una ramificazione reale.

È una parodia di meccaniche tanto quanto una parodia di universo.

Il numero di scene distinte resta contenuto, nettamente sotto quello dei simulatori generalisti del confronto. La durata poggia quindi sul racconto e non sul volume. Chi arriva in cerca di un catalogo da percorrere lo esaurisce in una o due sessioni e trova l'offerta scarsa. Chi arriva in cerca di una storia resiste più a lungo, a patto di accettare il ritmo imposto dalla messa in scena.

Le cinematiche, principale punto di attrito

Sono lunghe, sono numerose e non si possono saltare. È il rimprovero più costante che si possa muovere al titolo, e pesa ancora di più perché si ripete a ogni nuova partita: ricominciare significa rivedere per intero sequenze già note. Alla prima sessione quella generosità narrativa segna la differenza rispetto alle parodie concorrenti. Alla terza diventa una fatica.

La scelta è coerente, ma sarebbe servita un'opzione per attenuarla.

I comandi

La risposta è rigida, con spostamenti lenti e una telecamera poco collaborativa negli spazi stretti. Nulla di insormontabile, perché il gioco non chiede mai precisione reale, anche se il confronto con le produzioni commerciali che parodia gli costa inevitabilmente caro. Le fasi d'azione si attraversano più che giocarsi, e conviene prenderle come rivestimento del racconto e non come sfida.

Il titolo è un'esperienza in solitaria, senza alcuna modalità per più giocatori.

Contenuti aggiuntivi e contorno

Una sezione multimediale accompagna il gioco e raccoglie contenuti che non ne fanno parte: sequenze video supplementari e una galleria di illustrazioni in stile di animazione giapponese. Sono aggiunte della piattaforma più che del gioco, e conviene saperlo prima di contare le scene annunciate. La pagina che ospita il titolo mostra inoltre pubblicità, discreta ma presente, che rompe con regolarità l'attenzione durante i tempi di caricamento.

Lo scarto tra la cura riposta nel gioco e lo stato del suo contorno è evidente.

Piattaforme, lingue e accesso

Il titolo funziona su PC e su Mac, con una versione accessibile dal browser per chi preferisce non installare nulla. Quest'ultima via è la più rapida da provare e la più limitata quanto a comodità. Su Mac i tempi di scaricamento risultano sensibilmente più lunghi, al punto da essere segnalati come difetto da chi gioca. Non è prevista alcuna compatibilità con visori di realtà virtuale. Sono disponibili cinque lingue di interfaccia, un dato sopra la media delle parodie del confronto.

Non pubblichiamo condizioni di accesso né condizioni tariffarie, che cambiano troppo spesso per restare affidabili una volta messe per iscritto.

Vale la pena provarlo

Sì, se si conosce la serie parodiata e se la promessa di un racconto interessa più di un catalogo di scene. La messa in racconto è davvero rara in questo segmento, il tono tiene dall'inizio alla fine e la cura riposta in costumi e accessori si nota.

No, se si cerca volume, una guida morbida o la possibilità di andare dritti al contenuto. Le cinematiche non saltabili e il numero ridotto di scene sono due difetti strutturali che la qualità del resto non compensa.

Il gioco ha legami con la serie originale?

No. È una parodia indipendente, senza licenza e senza continuità con l'opera parodiata. I nomi dei personaggi sono modificati e soltanto l'immaginario generale, ambienti, abiti e accessori, funge da riferimento.

Si possono saltare le cinematiche?

No, ed è il rimprovero principale rivolto al titolo. Sono lunghe, tornare indietro significa rivederle per intero e nessuna opzione consente di accorciarle.

Su quali macchine funziona?

Su PC e su Mac, oltre che nel browser. I tempi di scaricamento sono più lunghi sul versante Mac, che resta il punto dolente segnalato più spesso su quella piattaforma.

Si può giocare con altre persone?

No. Il titolo si gioca da soli dall'inizio alla fine. Non è prevista alcuna modalità multigiocatore, né una versione per visore di realtà virtuale.

Quante scene contiene il gioco?

Meno dei simulatori generalisti del confronto. Il titolo punta sulla messa in racconto più che sul volume, e la sezione multimediale che lo accompagna appartiene alla piattaforma, non al gioco.

Domande frequenti

Che voto ottiene Parodia Metal Gear?

Parodia Metal Gear ottiene 7.4 su 10, calcolato da quattro criteri ponderati: grafica 7.7, giocabilità 7.5, contenuti 7.0, usabilità 7.2.

Su quali piattaforme funziona Parodia Metal Gear?

Parodia Metal Gear funziona su PC · Mac · Browser.

Parodia Metal Gear è compatibile con i visori VR?

No, Parodia Metal Gear non offre una modalità di realtà virtuale.